Federazione Provinciale La Destra Pisa

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sabato 22 marzo 2008

Programma amministrativo Pisa 2008





Programma elettorale La Destra – Fiamma Tricolore
D.ssa Sonia Avolio candidata Sindaco

PREMESSA

Pisa è una realtà particolare e molto difficile da amministrare; i residenti sono 90 mila ma ogni giorno è invasa da almeno altre 50 mila persone sia per lavoro che per studio, persone che vengono in città pretendendo servizi, senza peraltro contribuire non essendo residenti. La città in questi anni ha subito un graduale spopolamento, fenomeno che non accenna ad arrestarsi bensì in continua forte crescita, a favore delle cittadine vicine. Cittadine che si dovranno coinvolgere in progetti comuni per permettere a Pisa di sopportare il continuo flusso dei loro residenti nel territorio comunale. Questo tipo di fenomeno ha colpito sia il centro storico, diventato invivibile ed impraticabile con una giungla di sensi unici e di telecamere che ne impediscono il pieno godimento, sia le periferie dove il degrado, il senso di abbandono e l’insicurezza la fanno da padroni.

La situazione economica globale ha esasperato certe scelte visto che i prezzi degli immobili a Pisa rimangono alti e le giovani coppie per cercare una casa si trovano costrette ad “emigrare” nel comprensorio per potersi permettere una sistemazione adeguata. Inoltre la tassazione sugli immobili che vede Pisa con le aliquote altissime favorisce ulteriormente l'aggravarsi del fenomeno. Questo porta Pisa ad essere soggetta ad un elevato traffico veicolare che rende essenziale la realizzazione di una tangenziale attorno alla città, lo sviluppo dei parcheggi scambiatori ( ma non come nel caso di via Paparelli o come Piazza D'Antona gravate di un mercato settimanale che ne impedisce l'utilizzo costante ) e il rinnovo ed il miglioramento dei servizi pubblici con mezzi ecologici per favorire sia l'ambiente che la salute dei cittadini.

Pisa è anche un punto di accumulazione di supermercati che hanno reso impossibile la sopravvivenza del piccolo commercio. Con la chiusura dei piccoli esercizi viene a mancare il senso di appartenenza ad un quartiere, adesso visto solo come un quartiere dormitorio, dove nessuno conosce nessuno e dove per fare la spesa si prende l'automobile per andare al supermercato invece di scendere nella “panetteria” sotto casa che forniva anche un servizio sociale. Quanti pensionati e famiglie numerose non arrivano a fine mese e chiedono al negoziante un piccolo credito per comprare il pane o il litro di latte e poi alla scadenza del mitico 27 del mese si saldano i debiti e si continua! Con la totale chiusura dei piccoli negozi ci ritroveremo con una perdita di identità e una totale assenza di un ammortizzatore sociale auto generato dalla popolazione stessa che mascherava sapientemente i bisogni e le necessità della povera gente.

Pisa nei prossimi anni verrà trasformata. Le caserme, l'ospedale, il porto, lo stadio, la Provincia, l'università ( vedi caso Praticelli ), lo sviluppo ulteriore e deciso del canale dei Navicelli e via discorrendo. Queste devono diventare opportunità per correggere in corso d'opera gli errori di scelte improvvide come, ad esempio, aver fatto insediare la Teseco e l'inceneritore vicino al mercato ortofrutticolo sulla via Emilia, e non solo occasioni utili solo alla speculazione edilizia fine a se stessa.

Pisa deve essere ulteriormente valorizzata in quanto depositaria di moltissimi tesori urbanistici e culturali che vanno oltre la Torre in Piazza dei Miracoli. Si deve riuscire a creare un circuito virtuoso che porti il turista a non privilegiare il mordi e fuggi ma a vivere la città che può offrire molto sia dal punto di vista museale che storico culturale. Per fare questo Pisa deve essere portata in condizione di poter essere ammirata mentre oggi è teatro di scempi come le scritte sui muri che flagellano la città rendendola poco appetibile.

La città è anche insicura, degradata e pericolosa. Da anni l'asse principale della città che parte dalla stazione e si snoda attraverso Corso Italia, ponte di Mezzo, borgo stretto, via Dini, Piazza dei cavalieri, via Santa Maria, Piazza dei Miracoli risulta quasi impossibile da percorrere, specie per una donna sola, senza pericoli o senza essere costretti a fare lo slalom tra venditori ambulanti, spacciatori, mendicanti che non si limitano ad accattonare ma sporcano ed imbrattano i muri con i loro escrementi.


PROGRAMMA

La Destra-Fiamma Tricolore si candida a guidare il comune di Pisa consapevole della necessità di rinnovamento estetico - culturale e di ordine che in questo momento ha bisogno la città e la cittadinanza. Sul modello dei valori e principi del partito, intendiamo perseguire, con la figura cardine della candidata Sindaco D.ssa Sonia Avolio, cinque punti chiave che a nostro avviso servono per il riavvio di una nuova primavera della città:

Sicurezza:
Lotta durissima tanto contro la microcriminalità quanto contro il crimine organizzato e il racket; tolleranza zero contro lo spaccio di stupefacenti con il maggior utilizzo delle forze di polizia statali e municipali. Maggiore azione a difesa del cittadino che si vuol sentire sicuro di poter circolare per le vie cittadine senza la paura o l’ansia di quello che potrebbe capitargli. Per tale motivo riteniamo anche giusto mettere in evidenza la pulizia delle strade e la pubblica illuminazione troppo spesso trascurata. Inoltre in questo senso è incentrato lo smantellamento di tutti i campi rom presenti nel territorio comunale e il contestuale allontanamento di gente che riunita in condizioni di elevato degrado diventa contestuale coacervo di illegalità persistente con sprezzo delle comuni leggi italiane e del viver civile. La nostra idea è che prima ancora di far della finta solidarietà moralista verso popolazioni che scarsamente vogliono integrarsi con la cittadinanza e la propria storica cultura sia necessario un sostegno più che di solo interesse di facciata verso tutti coloro che vogliano contribuire alla formazione di una comunità sana.


Recupero potere acquisto:
Viste le enormi difficoltà delle famiglie ad arrivare a fine mese crediamo sarebbe utile istituire uno o più negozi sociali, interamente di proprietà comunale, che vendano a prezzo politico calmierato i beni di prima necessità come pane, latte, uova, etc alle famiglie con un basso profilo di redditto oppure che si possano redistribuire, previa specifica convenzione, i prodotti alimentari che vengono gettati al macero dai numerosi supermercati presenti sul territorio comunale perché prossimi alla scadenza.

Tutela proprietà privata:
In maniera del tutto analoga al nostro programma nazionale, proponiamo il rispetto e la necessità della proprietà privata come soluzione di troppe situazioni mal vissute. In tal senso riteniamo giusto una politica comunale che tuteli le proprietà con un apposita politica di abbattimento della tassazione tributaria sugli immobili, ICI, per la prima casa di proprietà in riferimento al computo totale presente all’interno dello stato familiare. Allo stesso tempo, proponiamo l’idea del Mutuo Sociale, creare un ente comunale e/o regionale che costruisca case e quartieri a misura d'uomo con soldi pubblici e che venda a prezzo di costo queste case a famiglie non proprietarie con la formula del mutuo sociale: ovvero una rata di mutuo senza interesse, una rata che non superi 1/5 delle entrate della famiglia, una rata che viene bloccata in caso di disoccupazione, una rata che non passa attraverso le banche... cavallo di battaglia della Fiamma Tricolore.
Ci proponiamo inoltre di agevolare l’attribuzione di case popolari su tre differenti graduatorie, in base agli attuali parametri agevolati in funzione della presenza in famiglia di minori, determinate in “generale”, “anziani italiani”, “coppie giovani italiane”. E’ necessario inoltre un maggior controllo in funzione dell’emersione dei fitti in nero e della calmierizzazione del mercato di locazione sul quale troppo spesso si è speculato.

Rapporto Università – Città:
La presenza nella città di una gloriosa Università, ricca e di prestigio anche storico, costante fucina di menti eccelse che notoriamente si affermano nei più svariati campi lavorativi nazionali ed internazionali, ci fa riflettere su una convenzione incentivo-integrativa delle giovani menti dell’Ateneo con l’arricchimento estetico - culturale della città stessa. In questa maniera invece di sperperare risorse in costose consulenze ( ad esempio sull'arredo urbano, sulla viabilità, etc. ) , alle volte anche particolarmente “esotiche”, che sistematicamente ricadono sui cittadini del comune, con buone borse di studio per i progetti di sviluppo più meritevoli si premia la buona volontà e il miglioramento introdotto. E’ un meccanismo che permetterebbe di risparmiare notevoli risorse da impegnare meglio in altri settori e che avvicinerebbe l'Università alla Città in modo da avere una ricaduta sul territorio comunale delle risorse tecnico scientifiche di cui l'Università di Pisa è fucina. Inoltre stimola lo studente universitario, attualmente senza reali prospettive di permanenza, a restare nel comune e rispettando un po di più la città stessa a svilupparla ulteriormente a beneficio di tutta la comunità.

Sviluppo organico patrimonio turistico-culturale:
La città di Pisa è una zona notoriamente ricca di materiale artistico, storicamente di inestimabile valore culturale e che annualmente genera una discreta attrattività turistica.
Ciò nonostante riteniamo che in certe circostanze tale bagaglio sia poco utilizzato e alle volte addirittura ignorato. Si guarda soprattutto a piazza dei Miracoli e la Torre, ma tutto il restante patrimonio? La Destra quindi si propone nell’integrazione ulteriore di opere, di alcuni stabili, come i vari musei cittadini oltre alle bellezze architettoniche di cui la città è ricca quasi caduti nel dimenticatoio, e in una politica di incentivazione del turismo locale anche atto alla crescita dell’importante categoria alberghiera e di servizi collegati.

1 commenti:

Comitato promotore La Destra Pisa ha detto...

Con la dovuta premessa che uno dei nostri punti di forza è avere un programma dinamico e non statico per meglio incontrare le esigenze dei cittadini una proposta nata dopo la stesura del programma è:

L'ici la devono pagare i proprietari. quindi persistendo un mutuo sulla prima casa si ritiene giusto che a pagare l'ici siano le banche.